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Se inizio una psicoterapia lascerò il mio fidanzato?

Question mark signLe fantasie del soggetto

Le fantasie con cui i pazienti cominciano un percorso terapeutico sono le più disparate come vediamo quotidianamente noi psicologhe di Dedalus Bologna. Molto spesso accade, che pur sentendo la necessità di intraprendere una psicoterapia le persone tergiversino, posticipino il più a lungo possibile questo “appuntamento” perché terrorizzate da quello che potrebbe succedere nella propria vita, da quello che potrebbe cambiare.

E’ quello che è accaduto anche a Beatrice, tre anni or sono; soffre di una forte insonnia, che la spinge a sottoporsi a molti esami.  Il parere dei medici è unanime: nessuna problematica fisica. Le  terapie naturali, lo yoga, che segue per alcuni mesi non sortiscono alcun effetto di miglioramento sul sintomo. Un’amica le dà il numero del nostro centro. Titubante, chiama per fissare un appuntamento ma lo disdice il giorno stesso dell’incontro; ripete questa modalità per diverso tempo fino a quando finalmente si presenta al colloquio. Esordisce dichiarando di sentirsi molto in ansia e ne esplicita subito il motivo con una domanda: “se inizio un’ analisi lascerò il mio fidanzato?” Esperienze di conoscenti che hanno cominciato una terapia e che dopo poco tempo hanno lasciato i propri partner, letture, tra cui una frase che le è rimasta particolarmente impressa hanno contribuito a costruire in lei l’idea che, inevitabilmente, “un’analisi comporti una separazione”.

Separazione e soggettivazione

Spesso nel linguaggio psicoanalitico viene usato il termine separazione ma bisogna prestare attenzione a non attribuire a questo concetto significati fuorvianti, a non interpretarlo “alla lettera”, a non concepirlo come una serie inevitabile di atti o un’azione che si può compiere dal punto di vista comportamentale. Continua a leggere

Mi accendo troppo in fretta: il fenomeno dell’eiaculazione precoce


Ansia da prestazione
Il fenomeno dell’eiaculazione precoce

Negli ultimi tempi ho più volte visto in tv una pubblicità sul disturbo dell’ eiaculazione precoce.

Il video dura solo qualche minuto in cui sono presenti due cerini che raffigurano un uomo e una donna nel letto durante i preliminari. Dopo qualche istante dall’inizio, il cerino maschio arriva all’apice della passione, interrompendo di conseguenza il rapporto sessuale appena iniziato. Tutto finisce in qualche secondo con la delusione del cerino donna.

La pubblicità termina con una voce fuori campo che informa di rivolgersi ad un medico se si presenta l’eiaculazione precoce perché è una malattia e si può curare.

E’ vero questo sintomo è curabile, un uomo non è per forza destinato a convivere tutta la vita con questo disagio. Ogni volta che si presenta un disturbo sul corpo, è necessario, per comprendere il problema e per rendere efficace il trattamento, individuare se la causa è da attribuire ad una disfunzione organica, in tal caso, bisogna rivolgersi ad un medico o se l’origine del disturbo è da ricercare altrove, a livello psicologico come vediamo su www.dedalusbologna.it.

L’ansia da prestazione

Dicevo prima, la pubblicità non mente, l’eiaculazione precoce si può curare e può essere uno dei tanti effetti della comparsa della cosiddetta “ansia da prestazione”.

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