Archivio tag: percorso analitico

Canta che ti passa

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IMG_4109-0.JPGFiniva così il nostro mese alla festa dell’Unità, con i Primi33 che ci regalavano “la canzone del sole” in un acclamatissimo Bis.
La piazza ballava e cantava a squarciagola mentre partivano abbracci e lacrime e brividi.
Finisce così con una grande festa, con la musica giusta: colonna sonora perfetta di questo difficile addio.
Senza troppe parole stavolta Fedro, Giambo e Gatto, le tre voci del gruppo, hanno lasciato che le canzoni la facessero da padrona, toccando una gamma di emozioni variopinte.
Giambo ha commosso con la sua interpretazione di Henna ( Lucio Dalla) e Gatto ha fatto ridere e cantare con la sua ironica versione di T’appartengo (Ambra).
Fedro seduto sulla poltrone del regista, per l’intera durata del concerto ha variato ritmo e genere tenendo il pubblico a bagno nelle proprie diverse e sorprendenti emozioni.
“Canta che ti passa” era il sottotitolo di questo concerto dei Primi33 : la promessa è stata mantenuta. Canta di cose che ti fanno ridere, canta di cose che ti fanno piangere, canta della gioia e canta del dolore, canta della sconfitta, canta delle delusioni, canta di parole straniere che non capisci e che storpi, canta a bassa voce, canta a squarciagola, canta virtuoso, canta stonato, canta da solo in ultima fila, canta abbracciato agli amici nel mezzo della festa. Canta la vita tutta.

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Se inizio una psicoterapia lascerò il mio fidanzato?

Question mark signLe fantasie del soggetto

Le fantasie con cui i pazienti cominciano un percorso terapeutico sono le più disparate come vediamo quotidianamente noi psicologhe di Dedalus Bologna. Molto spesso accade, che pur sentendo la necessità di intraprendere una psicoterapia le persone tergiversino, posticipino il più a lungo possibile questo “appuntamento” perché terrorizzate da quello che potrebbe succedere nella propria vita, da quello che potrebbe cambiare.

E’ quello che è accaduto anche a Beatrice, tre anni or sono; soffre di una forte insonnia, che la spinge a sottoporsi a molti esami.  Il parere dei medici è unanime: nessuna problematica fisica. Le  terapie naturali, lo yoga, che segue per alcuni mesi non sortiscono alcun effetto di miglioramento sul sintomo. Un’amica le dà il numero del nostro centro. Titubante, chiama per fissare un appuntamento ma lo disdice il giorno stesso dell’incontro; ripete questa modalità per diverso tempo fino a quando finalmente si presenta al colloquio. Esordisce dichiarando di sentirsi molto in ansia e ne esplicita subito il motivo con una domanda: “se inizio un’ analisi lascerò il mio fidanzato?” Esperienze di conoscenti che hanno cominciato una terapia e che dopo poco tempo hanno lasciato i propri partner, letture, tra cui una frase che le è rimasta particolarmente impressa hanno contribuito a costruire in lei l’idea che, inevitabilmente, “un’analisi comporti una separazione”.

Separazione e soggettivazione

Spesso nel linguaggio psicoanalitico viene usato il termine separazione ma bisogna prestare attenzione a non attribuire a questo concetto significati fuorvianti, a non interpretarlo “alla lettera”, a non concepirlo come una serie inevitabile di atti o un’azione che si può compiere dal punto di vista comportamentale. Continua a leggere