Gli adolescenti e i disturbi del comportamento alimentare

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All’ interno degli studi di Dedalus Bologna, Centro di Clinica Psicoanalitica specializzato nel trattamento dei nuovi sintomi del disagio giovanile e contemporaneo, l’ esperienza con i ragazzi è una pratica quotidiana. Ecco alcune risposte a domande frequenti sulla relazione tra gli adolescenti e i disturbi del comportamento alimentare (DCA).

Quali sono le problematiche legate al cibo tipiche dell’ adolescenza?

In adolescenza compaiono quelli che vengono definiti i veri e propri disturbi alimentari: bulimia.php" target="_blank">anoressia, bulimia, binge eating e obesità. Se nell’ infanzia possiamo assistere a delle problematiche legate al cibo varie e sfaccettate, con la pubertà i sintomi appaiono più definiti e netti.

Qual è il legame con la percezione, il rapporto che si ha con il corpo in questa fase di vita?

L’ adolescenza è il tempo del ritorno allo specchio. I ragazzi si trovano alle prese con un corpo che sta cambiando e che assume un diverso ruolo nelle relazioni. Si sviluppano i caratteri sessuali e il corpo da bambino se ne va. I ragazzi devono inventarsi velocemente un nuovo modo di stare con gli altri.

Cosa sta cercando di dire un ragazzo o una ragazza che smette di mangiare o che, al contrario, si rimpinza a dismisura?

Dietro i DCA ci sono messaggi e personalità uniche ed irripetibili. I DCA sono fondamentalmente tre, ma i ragazzi che ne soffrono sono migliaia e tutti diversi uno dall’ altro. Possiamo tentare di generalizzare dicendo che tutti i messaggi hanno a che fare con l’ amore. L’amore è ciò che veramente interessa gli adolescenti: i disturbi alimentari sono la risposta che non riescono a darsi sui loro quesiti d’amore: che cosa sono io per te? Che posto ho nella tua vita? Quando non ci sono ti manco?

Da che cosa dipendono questi disturbi?

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INTERVISTA A COLETTE SOLER

Su amore, desiderio e godimento nell’epoca del capitalismo

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Colette Soler, allieva di Lacan, filosofa, psicoanalista e autrice di opere fondamentali nel campo della psicoanalisi, ci regala una meravigliosa intervista in occasione di un ciclo di conferenze tenute a Buenos Aires, Argentina, la prima delle quali ha avuto luogo presso la ex ESMA, il Museo di Buenos Aires sulla memoria storica a difesa dei diritti umani e a testimonianza dei delitti commessi durante la dittatura argentina.

É importante per me parlare in un luogo come questo perché si tratta di un luogo della memoria che ha l’intento di conservare la memoria delle vittime. Allora è sempre importante, nella storia in generale, ma anche nella psicoanalisi, combattere contro l’oblio. In effetti ci proviamo e lottiamo per non dimenticare ma bisogna dire che non è facile. Alcuni giorni fa ho ascoltato uno storico che diceva qualcosa di molto forte:”Insegniamo la storia ma la storia non insegna nulla posto che le società stanno sempre nel tempo presente”. Ritengo sia nostro dovere non dimenticare di generazione in generazione. La psicoanalisi è erede dei diritti umani” dichiara la prestigiosa psicoanalista francese che fu membro dell’École freudienne di Parigi, fondata da Jacques Lacan e, in seguito, dell’École de la Cause freudienne.

-Certamente, perché la psicoanalisi è sempre stata contro qualunque forma di totalitarismo…

-Assolutamente. Il totalitarismo rende la psicoanalisi impossibile in quanto in psicoanalisi ascoltiamo la parola di ogni soggetto, indipendentemente da sesso, età, struttura. Perciò è una pratica che appartiene alla valorizzazione dell’individuo nel campo dei diritti umani.

-Come possono collaborare psicoanalisi e memoria storica?

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Puntata 1: Ansia e attacchi di panico

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E’ ora disponibile la prima puntata della trasmissione radiofonica °Effettocortocircuito in onda tutti i giovedì alle ore 17 sulle frequenze di Radio Città del Capo 96.250.

Basta un clik in fondo a questa pagina per riascoltare il podcast della prima puntata. http://www.radiocittadelcapo.it/archives/effetto-cortocircuito-lo-sportello-psicologico-per-i-giovani-da-oggi-e-on-air-su-radio-citta-del-capo-184612/

Effetto Cortocircuito: trasmissione radio

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Questa mattina alle 10,00 Dedalus è stato ospite a Radio Città del Capo per parlare dello Sportello d’Ascolto psicologico PsyinBo e per lanciare la trasmissione Effetto Cortocircuito!

Entrambi i progetti sono realizzati in collaborazione col Comune di Bologna.

Effetto Cortocircuito andrà in onda tutti i giovedì alle h. 17.00 fino al 10 Agosto sulle frequenze di Radio Città Del Capo 96.250.

Le puntate sono realizzate da Dedalus di Jonas e Fantateatro in collaborazione con il Comune di Bologna.

Oggi pomeriggio parleremo di ansia e attacchi di panico.

L’unica trasmissione radio che spiega con un linguaggio molto semplice e con degli esempi i principali sintomi del disagio contemporaneo: ansia e attacchi di panico.

➡ ANSIA
L’ansia è un sentimento che si manifesta quando siamo troppo presi da quello che gli altri si aspettano da noi. Ogni volta che ci dimentichiamo di NOI e ci occupiamo troppo di come ci vogliono gli altri, stiamo mentendo a noi stessi e si manifesta l’ansia.
Per dirla ancora più semplicemente: “con l’ansia faccio i conti con i vestiti che mi mettono addosso gli altri”.

➡ ATTACCHI DI PANICO
Gli attacchi di panico invece avvengono proprio quando gli altri non ci sono e quando stiamo facendo i conti solo con “noi stessi”. Apparentemente gli attacchi di panico avvengono proprio quando tutto va bene e tutto sembra funzionare nella vita.

Restate sintonizzati con noi e con Radio Città del Capo 96.250, tutti i giovedi alle 17:00!

…la prossima puntata parleremo di #Bullismo.

 

Mettete una psicoanalista al concerto di Vasco

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In quante persone, sia prima che dopo questo epocale Modena Park, hanno domandato: cosa ci trovate in quest’uomo che canta solo ehhhhh?
Perché per voi Vasco è un mito?
Perché fate tutte quelle pazzie pur di andare a vedere questo drogato dissipato?
Sudati e stanchi, alle 4 di mattina, seduti per le strade di Modena, ce lo domandavamo con un paio di colleghe: perché proprio lui, a differenza di tantissimi altri bravi cantanti, fa questo effetto alla gente?
Perché la chiacchierata combriccola dei 225mila non ha distrutto Modena? Non ha creato tafferugli? Non ha creato scompigli? Non ha dato scandalo?

Ieri, mentre raccontavo a mio marito, forse per la centesima volta, Modena Park , lui ( che di mestiere NON fa lo psicoanalista) mi ha detto: avete un transfert psicotico per lui.
Queste parole mi hanno improvvisamente portato alla mente un concerto di un altro cantante ( di cui non farò il nome) che, qualche tempo fa, era tanto impegnato ad interagire col pubblico: su le mani, giù le mani, tutti insieme, ripetete con me, ripetete dopo di me…
Questo è un buon esempio di “transfert psicotico”: fare ciò che l’altro, che si trova, per qualche ragione, in una situazione di “potere” e di “superiorità”, domanda.
Ai concerti di Vasco questo non succede mai. Vasco non mette mai il microfono verso il pubblico per farlo cantare, non domanda mai di fare un gesto piuttosto che un altro. Il pubblico però lo fa, all’unisono, sempre. (Per quelli che amano la precisione: a Modena Park ha domandato di fare dei gesti sulle note di “Non mi va” ma li era chiara l’ironia).

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Blue whale: il gioco che spinge al suicidio

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Blue whale o balena blu: cos’è?

Il Blue whale (che tradotto in italiano significa la “Balena blu”) è il macabro gioco virtuale nato in Russia nel 2013 che si è diffuso attraverso il Social Network VKontakte (il social network più popolare in Russia) in diversi Paesi, come: Brasile, Francia, Gran Bretagna e anche Italia.
Il nome “Balena Blu” secondo il creatore di questo folle gioco di selfie-suicidi, deriva proprio dal fatto che proprio questo animale, in natura, spesso si “suicida” arenandosi sulle spiagge.

In Russia si contano già 157 vittime di questa attività criminale organizzata ed è ormai tristemente noto anche in Italia, specie dopo la puntata de Le Iene e dopo un primo suicidio di un ragazzino di 15 anni a Livorno a febbraio del 2017.
Si tratta di un gioco online assurdo e organizzato al quale prendono parte bambini e adolescenti, dai 12 al 17 anni circa e che dopo varie prove spingono letteralmente i ragazzi al suicidio e ne filmano e condividono anche la loro morte.

Il folle gioco è nato per diffondersi in rete ed è strutturato per indurre la mente dei ragazzini in uno stato di depressione profonda e controllata.

 

Blue whale: il video de Le Iene

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La psicologia e lo sport

Sono nato persona o sono nato atleta?

Di fronte alla dichiarazione della mia professione mi sono capitate reazioni di paura, magari di essere ipnotizzati seduta stante, oppure di padronanza dell’argomento. Perfino Freud si era accorto che “quando in un salotto si parla di psicologia, ciascuno si ritiene in diritto di dire la sua perchè, in quanto essere umano, dispone di pensiero e ragione“.

E’ opportuno allora fare un po’ di chiarezza intorno a ciò che è psichico in generale e intorno alla psicologia dello sport in particolare.

C’è una componente molto sana nel rivolgersi ad uno specialista (che sia uno psicologo o uno psicoterapeuta) per farsi aiutare ad affrontare un momento difficile, proprio come andare dal dentista quando ci si accorge di avere una carie.

La psicologia dello sport, come branca della psicologia, è atta a formulare basi scientifiche su allenamento, prestazione, competizione. Si applica sia all’atleta evoluto che all’osservatore interessato, passando per le attività scolastiche ed educative. Molti soggetti, infatti, hanno intuito quanto le proprie risorse personali, e quindi anche quelle psicologiche, possano influire in maniera determinante sul raggiungimento di un risultato. Viene quindi sfatata la diceria che campioni si nasce: se è vero che il talento non si inventa è possibile coltivare la capacità di crescere e sviluppare le nostre risorse personali.

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