Gli adolescenti e i disturbi del comportamento alimentare

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All’ interno degli studi di Dedalus Bologna, Centro di Clinica Psicoanalitica specializzato nel trattamento dei nuovi sintomi del disagio giovanile e contemporaneo, l’ esperienza con i ragazzi è una pratica quotidiana. Ecco alcune risposte a domande frequenti sulla relazione tra gli adolescenti e i disturbi del comportamento alimentare (DCA).

Quali sono le problematiche legate al cibo tipiche dell’ adolescenza?

In adolescenza compaiono quelli che vengono definiti i veri e propri disturbi alimentari: bulimia.php" target="_blank">anoressia, bulimia, binge eating e obesità. Se nell’ infanzia possiamo assistere a delle problematiche legate al cibo varie e sfaccettate, con la pubertà i sintomi appaiono più definiti e netti.

Qual è il legame con la percezione, il rapporto che si ha con il corpo in questa fase di vita?

L’ adolescenza è il tempo del ritorno allo specchio. I ragazzi si trovano alle prese con un corpo che sta cambiando e che assume un diverso ruolo nelle relazioni. Si sviluppano i caratteri sessuali e il corpo da bambino se ne va. I ragazzi devono inventarsi velocemente un nuovo modo di stare con gli altri.

Cosa sta cercando di dire un ragazzo o una ragazza che smette di mangiare o che, al contrario, si rimpinza a dismisura?

Dietro i DCA ci sono messaggi e personalità uniche ed irripetibili. I DCA sono fondamentalmente tre, ma i ragazzi che ne soffrono sono migliaia e tutti diversi uno dall’ altro. Possiamo tentare di generalizzare dicendo che tutti i messaggi hanno a che fare con l’ amore. L’amore è ciò che veramente interessa gli adolescenti: i disturbi alimentari sono la risposta che non riescono a darsi sui loro quesiti d’amore: che cosa sono io per te? Che posto ho nella tua vita? Quando non ci sono ti manco?

Da che cosa dipendono questi disturbi?

Diversi sono i fattori nella storia dei singoli ragazzi che portano ad eleggere il cibo come oggetto della propria dipendenza. Sicuramente il cibo è un oggetto sociale, della convivialità, è un oggetto legale, quotidiano che entra profondamente in una dimensione di scambio e di relazione. Possiamo dunque dire che i DCA hanno a che fare con questo.

A che età si manifestano in genere?

L’ età di esordio si è molto abbassata, solitamente il tempo più critico è quello del menarca (11-14 anni)

Hanno a che vedere anche con la sessualità?

Certamente. Spesso ascoltiamo ragazze con i DCA che hanno problematiche relative a questa sfera. In alcuni casi la sessualità è quasi rifiutata, allontanata, in altri invece se ne fa un consumo sregolato, quasi come del cibo.

Quali sono i primi segnali a cui un genitore deve prestare assolutamente attenzione?

Oltre ai segnali del corpo (forte dimagrimento, forte aumento di peso, amenorrea…) solitamente si può verificare un isolamento sociale e un’ attenzione spasmodica per la prestazione scolastica o sportiva.

Purtroppo accade spesso che i genitori siano gli ultimi ad accorgersi di questi cambiamenti, solitamente vengono allertati dai professori o dagli amici. E’ importante non sottovalutare la parola delle altre persone che hanno a che fare con i propri figli. Accogliere le preoccupazioni degli amici e degli insegnanti può aiutare a prendere la situazione in tempo.

In base a quali segnali è possibile correre ai ripari per tempo, cioè prima che la situazione degeneri?

Se i ragazzi si chiudono in bagno subito dopo i pasti, se si rifiutano di sedersi a tavola con la famiglia, se il cibo sparisce dalla dispensa… è necessario affrontarli dicendo che si è preoccupati per loro, per il malessere di cui non riescono a parlare ma che stanno manifestando attraverso il corpo.

E se invece la situazione è scappata di mano cosa conviene fare?

E’ necessario contattare un esperto per spiegare la situazione specifica e cominciare ad affrontare insieme il problema. Il DCA è un disturbo che interessa tanti professionisti differenti e proprio per questo ci sono in tutta Italia centri specializzati che possono accogliere i ragazzi e le loro famiglie. Solitamente nel nostro Centro sono i genitori i primi che ascoltiamo, perché i ragazzi con un DCA spesso, in un primo momento, non sono interessati ad incontrare uno psicoterapeuta. Abbiamo visto che cominciare a fare un lavoro con i genitori è, in questi casi, l’unica condizione necessaria affinché il ragazzo stesso possa articolare una domanda d’aiuto.

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