Se inizio una psicoterapia lascerò il mio fidanzato?

Question mark signLe fantasie del soggetto

Le fantasie con cui i pazienti cominciano un percorso terapeutico sono le più disparate come vediamo quotidianamente noi psicologhe di Dedalus Bologna. Molto spesso accade, che pur sentendo la necessità di intraprendere una psicoterapia le persone tergiversino, posticipino il più a lungo possibile questo “appuntamento” perché terrorizzate da quello che potrebbe succedere nella propria vita, da quello che potrebbe cambiare.

E’ quello che è accaduto anche a Beatrice, tre anni or sono; soffre di una forte insonnia, che la spinge a sottoporsi a molti esami.  Il parere dei medici è unanime: nessuna problematica fisica. Le  terapie naturali, lo yoga, che segue per alcuni mesi non sortiscono alcun effetto di miglioramento sul sintomo. Un’amica le dà il numero del nostro centro. Titubante, chiama per fissare un appuntamento ma lo disdice il giorno stesso dell’incontro; ripete questa modalità per diverso tempo fino a quando finalmente si presenta al colloquio. Esordisce dichiarando di sentirsi molto in ansia e ne esplicita subito il motivo con una domanda: “se inizio un’ analisi lascerò il mio fidanzato?” Esperienze di conoscenti che hanno cominciato una terapia e che dopo poco tempo hanno lasciato i propri partner, letture, tra cui una frase che le è rimasta particolarmente impressa hanno contribuito a costruire in lei l’idea che, inevitabilmente, “un’analisi comporti una separazione”.

Separazione e soggettivazione

Spesso nel linguaggio psicoanalitico viene usato il termine separazione ma bisogna prestare attenzione a non attribuire a questo concetto significati fuorvianti, a non interpretarlo “alla lettera”, a non concepirlo come una serie inevitabile di atti o un’azione che si può compiere dal punto di vista comportamentale.

La separazione, intesa in senso psicoanalitico è un percorso che implica un processo di soggettivazione, termine chiave della teoria lacaniana. Detto in altre parole è la possibilità del soggetto di differenziarsi dall’Altro, di capire quanto c’è di proprio in quello che si è scelto e quanto è determinato dall’effetto dell’Altro su di lui, è la possibilità di stabilire un rapporto inedito con questo effetto e di produrre una parola nuova, propria.

L’ascolto del proprio desiderio

Dunque, in questo senso, è vero che una psicoanalisi è un’esperienza di separazione, intesa come soggettivazione; allo stesso tempo è assolutamente falso che un’analisi comporti inevitabilmente una separazione. L’osservazione di Beatrice che rileva, tra i suoi conoscenti, una “sorta di coincidenza” tra la decisione di intraprendere un percorso analitico e quella successiva di concludere una storia d’amore  non è dovuta al fatto che l’analisi provochi obbligatoriamente separazioni! L’unico vero nesso è che, un’analisi dà la possibilità a un soggetto di potersi autenticamente ascoltare, come raccontiamo su www.dedalusbologna.it Ascoltare ciò che si desidera: non c’è niente di così meravigliosamente difficile come questo per l’essere umano.

Ma, ed è il  motivo per cui ho deciso di raccontarvi di Beatrice,  accade molto spesso anche il contrario, che rapporti d’amore, anche conflittuali, si solidifichino, acquistino nuova linfa dopo un percorso terapeutico di uno dei due componenti della coppia.

All’ inizio del percorso Beatrice non comprende, ovviamente, il nesso tra l’insonnia e il fidanzato ma dalla costruzione che avviene nel corso dei colloqui emerge un elemento a cui non aveva mai pensato “ho cominciato a non riuscire più a dormire quando mi sono resa conto che la storia con Davide stava diventando seria”.

Il sogno come messaggio

Con difficoltà, ma anche con coraggio e determinazione, Beatrice  inizia ad interrogarsi sulle sue scelte passate e sul suo legame d’amore, sulla frustrazione che prova in certi momenti ma anche la grande gioia che sente in altri.  L’insonnia si placa; non solo riesce a dormire qualche ora consecutiva ma diventa anche una grande “produttrice di sogni”, ha un’attività onirica molto intensa. ¸E’ l’interpretazione di un sogno che dà vita a una catena di associazioni che la portano a vedere qualcosa che l’ha sempre frenata nel dire autenticamente sì a questo amore adulto, che si differenzia rispetto a tutte le precedenti storie che hanno seguite logiche più adolescenziali, che riguarda la posizione che lei ha sempre occupato per l’Altro. Terzogenita con due fratelli maggiori, è sempre stata per l’Altro genitoriale la “piccolina di casa”, “”. Allora potremmo dire che questa è la separazione che può produrre un’analisi, quella dal posto (certo, indispensabile) che ha dato l’Altro per assumersi il proprio posto nel mondo, nella vita.

Il percorso analitico di Beatrice non è stato sempre lineare, ha avuto “alti e bassi” come dice lei, momenti di grande produzione inconscia e altri di stasi ma a differenza dell’inizio non ha più mancato un appuntamento; a dire la verità, ora è da un mese che non la vedo, ma è stata per così dire una pausa “programmata”dal momento che Beatrice è in viaggio di nozze con il suo Davide!

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *