Cocaina e cannabis: quali “rimedi” assolvono?

dip da sostanze

Il consumo di sostanze

La relazione che il Dpa (Dipartimento politiche antidroga) ha redatto sul consumo di droghe in Italia, considerando l’anno 2012 e i primi sei mesi del 2013, esordisce annunciando un calo del loro utilizzo.

L’incipit sembra incoraggiante.

Tuttavia, proseguendo nella lettura emerge una discordanza per quanto riguarda la cocaina: mentre  alcuni dati segnalano una contrazione costante dopo il 2007, l’analisi delle acque reflue effettuate da un Istituto commissionato dal Dpa indica, al contrario, alte concentrazioni di cocaina nelle fognature di alcune grandi città italiane, tanto da rilevare un incremento nell’uso di cocaina rispetto al 2011.

Ma il dato che allarma di più il Dipartimento è l’aumento del consumo di cannabis, soprattutto tra i più giovani  che sarebbe, secondo gli studi, correlato alla diffusione di siti internet che promuoverebbero il consumo di tali sostanze.

Questa relazione dà lo spunto per soffermarsi sulla scelta e sull’uso della sostanza da parte del “consumatore”.  La scelta che un soggetto fa del tipo di droga con cui stordirsi, per la psicoanalisi e per noi psicologhe di Dedalus Bologna, non è casuale ma dice qualcosa della funzione che viene a ricoprire per lui. Una delle più grandi difficoltà che si ha nella cura di persone che soffrono di dipendenza da sostanze, uno degli approfondimenti di www.dedalusbologna.it, è il fatto che il ricorso alla droga non sia avvertito come un sintomo ma piuttosto come un “rimedio”.

L’angoscia dell’Altro

Potremmo isolare due tipi di “rimedi” che possiamo ricondurre all’utilizzo di queste due droghe.

Il primo possiamo definirlo il rimedio all’angoscia provocata dall’incontro con l’Altro sesso. Infatti, molto spesso l’inizio del consumo di sostanze avviene nell’adolescenza che è il momento in cui si è confrontati con l’incognita e l’enigma dell’incontro con l’Altro sesso.  Può accadere allora che la sostanza diventi un’alternativa più “affidabile” che ripara il giovane dall’angoscia del fallimento e della perdita. Inoltre la droga non domanda nulla pur assicurando una presenza a proprio piacimento.

Matteo, 15 anni, tutte le sere si trova con un paio di amici e “Maria”. Maria non è una ragazza, è cannabis. L’arrivo di Matteo a Dedalus è insolito per un adolescente: di solito sono i genitori che domandano una consulenza, in questo caso è stato lui a chiedere ai genitori di poter andare a parlare con qualcuno. Il motivo per cui Matteo viene a Dedalus non è la cannabis, ma una delusione d’amore: si è sentito preso in giro, ingannato e poi lasciato. Lui fumava anche prima di mettersi con questa ragazza, ma molto sporadicamente,  “solo qualche tiro in compagnia, due volte all’anno”.  Ora invece, sta  bene solo quando fuma, perché si sente alleggerito dall’angoscia e non sente quella sensazione di vuoto che non aveva mai avvertito così forte prima di conoscere Chiara   “ora  è come se avessi sostituito Chiara con “Maria”…”

Il secondo rimedio riguarda meno strettamente  l’Altro sesso ma è più riferito all’ Altro sociale, riguarda l’adattamento alle richieste  del sistema sociale. In questo caso la droga viene usata per  essere e sentirsi il più possibile rispondenti al principio di prestazione richiesto dall’Altro sociale (lavoro, amici..). La cocaina con il suo effetto di eccitazione consente al soggetto di essere efficiente, di tenere alti i ritmi di vita, di non fermarsi. Quello che interessa, in questi casi, è essere il più possibile omologati a come “si deve essere” secondo i canoni della società contemporanea, perdendo totalmente di vista come si desidera essere.

E’ da sfigati andare a letto presto nel week end” dice Giovanni,  29 anni  che fa un lavoro molto stancante ma non si permette un momento di riposo per questo motivo; in questo modo le attività di svago diventano una scansione frenetica di azioni senza pause, un  vero e proprio obbligo. E così fa uso di cocaina per essere brillante, efficiente, inarrestabile. Questa però assomiglia più alla dimensione di un robot  che  a quella di un essere umano; Giovanni, infatti, arriva a Dedalus su forte insistenza della fidanzata.

La mancanza del desiderio

Dunque, cosa può fare una cura psicoanalitica quando la sostanza è vissuta come un rimedio e non come un sintomo? Si tratta di in primo luogo di far parlare questa sostanza perché il suo inserimento nella vita del soggetto non rimanga un punto enigmatico e il soggetto possa arrivare a vedere un senso diverso e sconosciuto nella droga. Lentamente, si tratta anche di dare la possibilità alla persona in cura di sperimentare dei punti di vuoto, di mancanza, che sono fondamentali a fare rimettere in moto un desiderio mortificato dal predominio della sostanza.

http://www.internazionale.it/news/italia/2013/07/24/cala-il-consumo-di-droga/

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