Il peso della solitudine è variabile

la solitudineLe diversità della solitudine

Tante  domande, di consulenza e cura, che arrivano a  noi psicologhe di Dedalus Bologna ultimamente cominciano con queste parole “mi sento solo/a”.

Nella diversità di ogni solitudine che incontriamo, si osserva frequentemente come il legame con gli altri sia avvertito come insufficiente, carente: dal punto di vista “quantitativo” (pochi legami), o da quello “qualitativo”, quello che più spesso viene lamentato è un isolamento affettivo e la sensazione di una mancanza di interesse nei propri confronti.

Anna di amicizie ne aveva tante,  fino a quando comincia a mettere in discussione le sue scelte di vita; è irascibile, nervosa e  poco alla volta, si  trova il vuoto attorno.

Si sente incompresa ma si domanda anche come abbia partecipato lei stessa a questo isolamento.  Emma, invece, di legami ne ha sempre avuti pochi; molto legata alla famiglia di origine vive i legami, al di fuori di essa, come “una fatica”; la madre con lei è sempre stata molto critica e per lei stringere rapporti profondi con le persone implica la certezza di esporsi ad ulteriori critiche, perciò preferisce evitare.

Due situazioni, due storie, due persone molte diverse, contraddistinte ora da un simile vissuto: una solitudine, per certi versi ricercata, ma che non si vuole, che fa soffrire,  che dietro nasconde la stessa domanda “sono o non sono come tu mi vuoi? E se non sono come tu  mi vuoi, mi ami, mi amate lo stesso?”

Solitudine come soluzione

Allora può accadere di scegliere la solitudine come “soluzione” attraverso la fuga, l’evitamento, il ritiro, lo scontro. Ma come insegna l’esperienza di una psicoanalisi, l’essere umano non basta a se stesso,  ha bisogno di legami; è solo attraverso di essi che ci si può confrontare veramente con le proprie difficoltà, i propri errori. Imparare ad accettarli, a capirli, a farne tesoro, è la condizione necessaria per permettere anche  alle persone che si hanno vicino di farlo; se invece si odiano i propri  difetti, le proprie mancanze, si accrescerà solo il risentimento verso sé stessi e di conseguenza verso gli altri.

Ma la solitudine non è solo sintomatica, al contrario la psicoanalisi sostiene quanto sia fondamentale rapportarsi alla propria solitudine, per non “incollarsi” alle prime persone che si incontrano, per scegliere davvero chi ci interessa avere accanto nella nostra vita.

Fare i conti con la propria solitudine, per non subirla più; perchè, come canta Paola Turci in una canzone di qualche anno fa,  “il peso della solitudine è variabile”.

Per ulteriori approfondimenti:

http://www.dedalusbologna.it/approfondimenti/37/ogni-cosa-al-posto-tuo-le-depressioni-giovanili.html#.UYt-m0rEKSo

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