Dipendenza da sostanze

Il Centro di Clinica Psicoanalitica Dedalus di Bologna è specializzato nell'analisi, cura e prevenzione della Dipendenza da sostanze.

Sintomo: Dipendenza da sostanze

"Si è mai sentito dire che il bevitore sia costretto a cambiare continuamente la sua bevanda perchè ben presto non prova più gusto per quella abituale? Al contrario, l'assuefazione rende sempre più stretto il legame tra l'uomo e il tipo di vino che egli beve".

Era il 1912, quando Freud, in 'Contributi della vita amorosa', parlando delle difficoltà degli esseri umani di costruire rapporti, di intrattenere relazioni amorose, fa riferimento al legame duraturo e fedele dell'alcolista con la bottiglia. C'è un'armomia perfetta, non manca nulla, la sostanza è disponibile, non tradisce, non fa richieste, al contrario di quello che accade nei rapporti umani.

Dipendenza da sostanze Come mai un soggetto decide di interrompere i legami con l'Altro, cosa lo spinge a scegliere una sostanza inumana? Si comincia per una delusione amorosa, per sentirsi parte di un gruppo, per sostenere i ritmi di lavoro, per non sentirsi soli. I motivi della dipendenza da sostanze possono essere tanti e diversi; ascoltando ogni giorno in Dedalus le vite degli esseri umani, ci si rende conto che la sostanza prende il posto di ciò che manca e che fa terribilmente soffrire. Si sceglie di soffocare il disagio e di "godersi la vita".

All'inizio è sempre così, si prende qualcosa per divertirsi, il sabato sera con gli amici, senza pensarci troppo, per rilassarsi, per spegnere il cervello, la convinzione è che tanto si può smettere quando si vuole senza conseguenze. I giovani assumono alcol e droga in gruppo, eliminando le differenze, condividendo la stessa esperienza, ciò li fa sentire più uniti, più amici, gli esclusi del gruppo sono quelli che si tirano fuori, che decidono di fermarsi. Si va in discoteca e si balla per numerose ore senza sentire la stanchezza, si fa amicizia velocemente senza percepire la distanza, l'imbarazzo, si intrattengono relazioni sessuali senza la paura di fallire, si dorme poco e si va a lavorare, rimanendo lucidi e centrando gli obiettivi.

Le droghe contemporanee alimentano l'illusione di riuscire a controllare tutto: la sostanza, il proprio corpo, le relazioni sociali, le prestazioni sul lavoro. Tutto va alla grande, si è potenti, le difficoltà vengono ridotte notevolemente. Non ci sono limiti, non ci sono fragilità che rallentano, rapporti umani che trattengono, l'unica cosa che importa è non rimanerne senza.

Con il tempo l'assuefazione richiede che se ne consumi di più, che si provi qualcosa di più forte, non ci si sente più in grado di affrontare un'uscita con gli amici, un colloquio di lavoro, un incontro amoroso, senza il sostegno della sostanza. La giornata comincia, pensando a quando prenderla, quante volte e se è abbastanza. La vita passa in secondo piano, il soggetto perde interesse per i desideri, l'amore, l'amicizia, la famiglia. A questo punto il legame con l'Altro salta, la sostanza ha occupato tutto, non c'è tempo e non c'è spazio per nient'altro.

Neffa, un cantante italiano, qualche anno fa scrisse una canzone, 'Io e la mia signorina', che parla proprio del rapporto del soggetto con la droga. È indicativo anche solo il titolo, la sostanza viene definita "la mia signorina", cioè prende il posto di un partner umano. "Io e la mia signorina stiamo bene insieme, forse c'è troppa gente che amore non ne vuole, sto con lei e non mi manca niente". La scelta del soggetto per la sostanza sta proprio qui: credere che elimini ogni mancanza, ogni inciampo e che si può fare tutto senza limiti.

Dedalus cosa può fare per la dipendenza da sostanze? Prima di tutto fare spazio e dare parola a ciò che fa soffrire, a ciò che manca. Solitamente chiamano in Dedalus i genitori, gli amici, i partner per domandare aiuto perchè preoccupati e impotenti davanti al loro familiare che punta dritto verso la morte. Si può cominciare in questo modo, offrendo un posto di parola per coloro che assistono ogni giorno il soggetto dipendente. È un lavoro preliminare che mira a costruire le premesse e le modalità per fare in modo che il soggetto dipendente arrivi in prima persona a domandare un colloquio con uno psicoterapeuta. Se il lavoro preliminare funziona e si riesce a portare il soggetto dipendente a formulare una richiesta di aiuto, comincerà il percorso psicoanalitico che tenderà a far riemergere il soggetto, alienato dalla sostanza, lasciando finalmente spazio alla vita e alla ricostruzione interna.

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